La morale della favola (Frozen)

Arrivo forse tardi, ma certe cose non hanno epoca.

Parlo del cartone animato Frozen: uscito nelle sale ormai da alcuni anni, ma a giudicare dai travestimenti di carnevale, ancora attualissimo anche tra le bambine.

È una fiaba rivoluzionaria, e non so se ho fatto la scoperta dell’America.
La protagonista, Elsa, non è per nulla la protagonista.

È un personaggio pieno di problematiche: ha un handicap, che nel film viene proposto come un super potere, ma che in realtà le procura solo guai.

Ogni volta che le scappa un raggio di ghiaccio fà danni, una specie di re Mida, ma almeno quello ogni cosa che toccava diventava oro: del ghiaccio di Elsa ne abbiamo pieni i poli.
E come gestisce il suo problema questa mancata eroina? Scappa via, fugge, si isola, si ritira in clausura. Bell’esempio di reazione ai problemi!
Poi ha anche un pessimo carattere, che si incazza per un nonnulla e quando la vanno a cercare risponde in malomodo.

È una a cui piace farsi pregare insomma.
La vera eroina del film è invece la sorella, Anna, che viene proposta come personaggio minore (ho visto poche, pochissime, bambine vestite da Anna).

A lei vanno tutte le mie simpatie: è tenace nella sua ricerca della sorella ‘malata’, dall’inizio alla fine del film. Nonostante quell’altra le faccia del male lei continua a cercarla, a volerle bene: amore incondizionato si chiama.
Poi è una sventata: conosce un tizio una sera e già se lo vuole sposare. Rimanda le nozze per andare a cercare la sorella e cammin facendo conosce un altro uomo.

Non è bello come il primo, non è nemmeno un principe ma lei si innamora e va a finire che si sposa questo.
Questo tema della risoluzione di un fidanzamento in favore di un altro (i Troll che cantano ‘il fidanzato va eliminato’ sono fenomenali) è un tema del tutto nuovo in una fiaba per bambini.

Se penso a Biancaneve, Aurora o Cenerentola lo trovo un passo avanti epocale: mentre queste incontrano il principe azzurro, in maniera del tutto fortuita, e lo sposano esclusivamente in quanto ‘principe azzurro’, Anna cade si nello stesso tranello di stampo arcaico, ma se ne libera con eleganza.
Mentre Elsa per tutta la storia rimane single.

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5 Replies to “La morale della favola (Frozen)”

  1. Io personalmente ho letto il film in maniera un po’ diversa. Secondo me Elsa non ha un handicap ma è una specie di allegoria all’omosessualità.il fatto che si isoli per qualcosa che è e che non può evitare di essere ecc.. poi certo condivido pienamente il ruolo delle nuove principesse che però era già stato toccato un paio d’anni prima nel film su raperonzolo.

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    1. Non ci avevo pensato ma ha effettivamente molto senso…
      Raperonzolo non l’ho visto… o meglio non fino in fondo (e una sola volta, avevo all’epoca una sola figlia e ovviamente più piccola…)

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      1. Diciamo che raperonzolo è la versione senza Elsa di frozen. Non è granché come storia. Quello che invece ho notato nei nuovi film Disney è che manca un cattivo degno di questo nome. Però ammetto di non aver ancora visto Oceania quindi potrei già esser stato smentito..

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