Allo ‘zoo’ *

Il nuoto libero è un po’ come lo zoo: ci trovi di tutte le specie!

Il fatto che io non mi stia ‘allenando’ non toglie che un 200 misto si fa come un 200 misto: con i primi 50 metri a delfino. 

Ne faccio un paio, giusto per variare un po’ gli stili. 

Al termine del primo si cala nella mia corsia una tizia che vedendomi arrivare mi suggerisce di ripartire, con aria un po’ impettita. 

Nasce subito una profonda simpatia e le rispondo che vado, certo, dopo che ho riposato un attimo.

Lei parte a stile libero, io aspetto un po’ e riparto a delfino per il secondo duecento misto. 

Vasca da 25 metri, arrivo per virare, chi nuota sa come ci si sente prima della virata a delfino: avidi di quel breve ristoro che la parete offre. Un ristoro fatto di una respirazione un po’ più lunga e un intervallo tra le bracciate che si sono accorciate come le giornate di fine ottobre.

E questa cosa fa? Mi afferra il polso sinistro! Sopprimo l’istinto di menarla con la mano che mi resta libera, che quando si è sotto sforzo si diventa istintivi.

Mi limito a guardarla con aria interrogativa: checazz??? 

Lei scocciata mi avverte che stavo quasi per colpirla in faccia. 

Premesso che quando nuoto ho il massimo rispetto di chi è in corsia con me, e che l’avevo ben vista e che stavo per allungare, non per colpirla, la cosa che mi sorprende maggiormente è che al problema ‘sono ferma in mezzo al passaggio’ la soluzione più naturale sarebbe ‘mi levo’.

Invece no, a lei viene ‘fermo il mondo dietro di me’.

Sto per iniziare a discutere, e tra tutte le risposte possibili mi esce la frase portabandiera della disistima che ho del mio delfino “guarda che io so come si nuota”.

Ora che la nostra amicizia è consolidata, continuo a nuotare, e la supero diverse volte. 

Lei è molto carina, bel fisico, per nulla atletico, non ha muscolatura ma è proporzionatissima: elegante, ha movenze molto leggere sull’acqua. Ed è stronza.

Valuto di cambiare corsia ma a fianco a me ci sono 3 o 4 panzer che ogni 25 metri ne percorrono almeno 40.

Lo fa lei: bella mossa amica mia! 

Dopo pochi attimi la osservo in corsia laterale e capisco che tutta la sua boria in realtà è insicurezza profonda, forse anche un bel po’ di paura: un po’ come il gratta e vinci, che sotto la patina argentata confidi si nasconda una bella vincita ma hai timore a grattare via, perché senti puzza di sóla.
Rimasta da sola con un’altra tizia, molto più modesta, continuo la mia scaletta di 100 e 200 stile libero, mentre anche lei nuota indisturbata.

Al termine faccio un altro po’ di misto e alla tizia n• 2 si sostituisce un ragazzetto: il più scoordinato della terra.

Mi fermo, ho quasi finito, manca solo un bel 400 sciolto. Il ragazzo attacca bottone: “ma quanto forte vai?”.

Rispondo che è solo questione di abitudine.

“Facciamo una gara sui 50 metri?” mi sfida.

Che fare? Ma si facciamolo contento!

Partiamo una a fianco all’altro. Alla prima vasca procedo con andatura normale, praticamente sciolta, e lui arranca per starmi al passo. Viriamo.

Indecisa: lo lascio vincere? Ma anche no, ha voluto lui la gara!

Inserisco un po’ di battuta di gambe; arrivo infondo che lui si trova ancora a metà della vasca di ritorno.

Quando tocca il muro e mi vede già bella riposata, prende un respiro profondo e mi dice “complimenti, ma adesso fai ancora altro? Io esco ciao alla prossima”.

Mi sento come Giovanni di AldoGiovannieGiacomo quando sfida a salti mortali i bimbetti fuori dall’autogrill nel film ‘Tre uomini e una gamba’.

E così, da incazzata che ero con la prima tizia, me ne esco ridente e ilare.

Il potere di una nuotata!

(* Rivisitato da uno scritto del 2015)

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5 Replies to “Allo ‘zoo’ *”

  1. Il bello dello sport è la lealtà, non il fatto di far vincere, men che mai far vincere chi ha lanciato la sfida 🙂 Sono altre le cose che faranno crescere quella persona.

    Quando facevo karate il maestro non concedeva mai nulla in combattimento. Era dura, ma sapevamo che tutto quello che ottenevamo era conquistato solo grazie al nostro impegno. Ancora oggi, ad anni di distanza, ricordo quei momenti come una delle maggiori fonti di soddisfazione della mia vita.

    Ad ogni modo, viva lo sport!

    Ps: tanto anche se ha perso, se quel ragazzetto ha veramente la mentalità vincente, si allenerà, ti sfiderà di nuovo e ti batterà 😀 😀

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